Trail of Cthulhu: Eternal Lies

Riassunto della settima puntata

Distrito Federal, Mexico
Agosto 1936

I nostri eroi nella puntata precedente erano fuggiti da Los Angeles, dove il Capitolo principale del Culto della Cosa dalle Mille Bocche ha la sua sede, ricostituita dopo la morte del fondatore Ramon Echavarria, sotto la guida del mentalmente instabile Samson Trammel.

Un enorme Bocca nella cantina della villa di Trammel è simbolo materiale della presenza e del collegamento con il loro misterioso dio, oltre che la fonte del Nettare. Misterioso perché è evidente che neanche i cultisti hanno le idee chiare su chi sia veramente il loro dio… La versione ufficiale è che la Cosa sia Gol-Goroth, il Pescatore dall’Esterno (divinità effettivamente dedita a riti perversi, anche se più legati al tema del dolore e della mutilazione) ma Trammel e in generale gli altri capi del Culto hanno dei forti dubbi.

I nostri eroi partono per Città del Messico, armati solo di un vago riferimento ad una cassetta postale, che – giunti in città e sistematisi in un albergo di periferia – rapidamente trovono e aprono.

Il contenuto:

  • Una bolletta dell’azienda elettrica, intestata alla Luz Records, 33 Morelos Avenue, Coyoàcan, Distrito Federal. Pare abbiano consumato davvero pochissima corrente nell’ultimo mese.
  • Una cartolina da Mérida, capitale dello Yucatan. C’è scritto: “Partiamo oggi per il sito. Scriverò ancora quando torneremo a Mérida”. Mittente, un certo Domìnguez. Data di spedizione due settimane fa.
  • Una lettera da parte di Samson Trammel da Los Angeles. Dice: “Aspettiamo un aggiornamento molto presto. Dov’è il nostro prodotto? Dov’è il nuovo disco? Fammi sapere. Presto. Stiamo aspettando!”. E’ stata spedita quando eravate ancora a Savannah, quindi 1 mese – 1 mese e mezzo fa.

I nostri scoprono, sempre all’ufficio postale che il “J.B.” delle lettere di Trammel, dev’essere un certo Jonathan Brooks, proprietario della cassetta.

Già fuori dall’ufficio postale i nostri si sentono osservati…

Avuto l’indirizzo della “Luz Records”, gli investigatori si recano sul posto trovandolo deserto. I vicini e i gestori dei negozi li attorno dicono di averli visti andare via con gli scatoloni in mano già da un mese, un mese e mezzo circa.

Perquisendo l’ufficio deserto dalla Luz Records si scopre una fattura con l’indirizzo dello studio di registrazione dove i dischi di Leticia de la Luz (nome d’arte), una cantante relativamente famosa e moglie di Brooks, registra e incide le sue produzioni. Si chiama Estudio de la Mañana sito al 1220 di Morelos Avenue, qualche isolato dopo la sede della Luz Records.
Fuori dall’ufficio si rendono conto che sono effettivamente pedinati, forse da un altro P.I….

I nostri si recano allo studio di registrazione e vi trovano il proprietario, Victor Cortez, che non vuole più dormire a casa da quando Brooks gli ci ha mandato il suo gorilla russo, tale Konovalov, per intimorirlo e ricordargli chi comanda… questo, aggiunto al fatto che la manifattura dove venivano stampati fisicamente i dischi di de la Luz è andata a fuoco, con dentro Jorge Novo – il proprietario – che si era rifiutato di lavorare ancora per Brooks e de la Luz… Victor si sta cagando addosso: chiede protezione in cambio di informazioni.

Accordatosi con gli investigaroti rivela:

  • L’indirizzo dell’appartamento di Leticia de la Luz
  • L’indirizzo della villa di Brooks in centro città
  • Il nome dei musicisti pagati da Brooks per accompagnare la voce di Leticia, o almeno del loro “front man”, tale Javier Luna e del locale dove suonano ogni tanto, la cantina La Paz.

Elliot, mantenendo la parola, piazza Cortez in un alberghetto anonimo, lontano da sguardi indiscreti ma sorprende sul fatto il P.I. che li stava pedinando…

Si rivela un tipo sveglio e ragionevole e i due detective discutono la faccenda davanti ad una bottiglia di tequila.

Salta fuori che il tizio è Gonzalo “Gonchi” del Toro è un P.I. assoldato da un cliente che gli da istruzioni e soldi in busta in un punto concordato. Siccome non è un novellino, è rimasto a guardare chi fosse a lasciare le buste e ha sorpreso Konovalov, un mercenario senza scrupoli di origine russa al momento al soldo di Brooks.

Dato che ormai è stato scoperto e che l’unico legame di lealtà con Brooks è l’incarico che questi gli ha affidato, Gonchi molla il colpo e abbandona l’incarico, lasciando informazioni interessanti ma senza rivelare dettagli sul cliente (es. il posto dove Konovalov piazza le buste e ritira i rapporti di Gonchi)…

Gonchi racconta a Elliot di essere stato incaricato di tenere d’occhio:

  • La casa di Cortez.
  • La fabbrica andata a fuoco.
  • L’Estudio de la Mañana.
  • La villa di Brooks.
  • L’appartamento di de la Luz.
  • La cantina La Paz.

Dopo aver lasciato gli indirizzi per tutti questi posti, consegna un suo biglietto da visita (con nome e numero di telefono) a Elliot e poi lascia la città.

Possibili prossimi passi? tutti i posti elencati da Gonchi e/o Cortez non avete ancora perlustrati.

La sensazione è che questo ramo del Culto sia in grosse difficoltà e che Brooks si sia rintanato in qualche buco per sfuggire a Trammel e per continuare le sua ricerche sul canto della Bocca e della moglia. Il problema adesso è trovarlo… E poi c’è quella cartolina dallo Yucatàn…

Qui, come a Los Angeles, negli affari del culto è coinvolta la criminalità comune (spaccio, palazzi che bruciano, etc.) ma difficilmente questo capitolo del Culto avrà le mani così in pasta con l’amministrazione locale da risultare intoccabile… sono troppo deboli per avere un’influenza significativa, quindi? è il caso di coinvolgere la Policia Federal? o è meglio tenere tutto sotto segreto e muoversi solo nell’ombra?

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Kalugen Kalugen

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